Quando ti chiama la banca per andare a firmare dei moduli te rode sempre il chiccherone. In mezzo a tutti quei colletti bianchi, tutti precisini e perfettini sembri pozzetto nel “ragazzo di campagna”.
– Buongiorno dovrei firmare bla bla bla…
– Salve, ufficio 3 in fondo a destra
Mi siedo e aspetto, aspetto, aspetto. Ammazza che palle aho, ma quando arriva que…
Non fai in tempo a finire di pensare alla parola “stronza” che entra sto pezzo de gnocca. Capelli corti, fisico da urlo, gonna e tacchi… Non hai ancora detto Buongiorno che stai gia li con la faccia da ebete.
Buongiorno Sig. Pinco, come sta? Deve firmare i moduli giusto?
Ehmm Ehmm Si, salve, si boh cioè devo firmare qualcosa.
Si alza per prendere i moduli e non riesci a scollare gli occhi da quelle gambe, da quel culo. E’ tutta perfetta, dalla caviglia in su non c’è un millimetro sbagliato in lei.
Solo che forse forse gli hai fissato il culo un pò troppo e t’ha sgamato, perchè ti sta guardando malissimo mentre torna alla scrivania. Poi si siede, accavalla le gambe e ti sorride mentre ti porge la penna.
E inizi a farti i viaggi con la mente, forse farsi la cannetta prima di andare in banca non è stato saggio. Nella tua testa ti sorride e con lo sguardo ti trafigge la mente… Te la immagini sulla scrivania di fronte a te che ti dice: “dopo i moduli dovresti mettere una firma qui” mentre apre le gambe. Riesci persino ad immaginare l’intimo che porta e la voglia pazza di leccarlo mentre sei con la faccia tra le sue bellissime gambe. Il suo profumo ti inebria e ti manna ar manicomio. Dio s’è bona, bona pure de sapore. Mentre sei lì con la faccia tra le sue gambe l’unica cosa che riesci a dirle è “faccio tutto ciò che vuoi”. Senti il cazzo in gola per quanto stai in estasi, li beato tra le sue gambe mentre ti bagna tutta la barba con il suo nettare. La tieni per i fianchi mentre affondi la lingua e cerchi il suo sguardo…
Ti svegli solo quando
– “allora vuole firmare o no?
– “subito scusi”
E pensi subito a che figura di merda hai fatto, firmi di corsa i documenti e restituisci la penna con la tua faccia da cazzo, ma continui a pensa che è proprio bona, ma bona bona.
