Una notte cosi di fuoco io in vita mia non l’avevo mai, ma mai provata.
Nemmeno nei miei sogni.
Andare avanti e perdere il conto di quante volte l’abbiamo fatto è stato qualcosa che… boh non trovo le parole per riuscire a spiegare quel caldo, quella voglia che invece di essere appagata e scemare, aumentava a dismisura. La voglia di mangiare ogni centimetro della sua pelle, la voglia di starle sopra, di prenderla, di sentirla, di annusarla mentre godeva con me.
Ogni respiro diventava un suono, ogni movimento un’eco che restava sospesa nell’aria.
Le lenzuola incollate alla pelle, le mani che cercavano ancora, quasi per paura che tutto potesse svanire. E in mezzo a quel silenzio rotto solo dal fiato corto, c’era lei.
Con gli occhi che brillavano di una luce che non avevo mai visto prima.
Una luce viva, calda, quasi feroce.
Mi guardava come se volesse leggermi dentro. Tutto quello che ero, il desiderio, la paura, la fame, la dolcezza, era lì, nudo, davanti a lei. E lei lo prendeva, lo accoglieva, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Era come se il tempo si fosse fermato.
C’eravamo solo noi e il nostro piacere, avvolti in un abbraccio a goderci quel calore straordinario che riscaldava tutto.
Poi ha fatto scivolare le labbra e le mani sul mio corpo fino ad arrivare proprio li. Ed è incredibile come sia riuscita a strapparmi via l’anima riempiendomi di piacere incredibile.
Mi tremavano le gambe e non solo quelle, sentire le sue labbra, incrociare gli sguardi mentre lo prendeva…
Me s’è fermato il cuore ed è ripartito piu volte.
Non c’ho capito niente, ho perso la cognizione del tempo, e pure del piacere. Un piacere intenso ed unico non l’avevo mai vissuto.
E’ stata una notte incredibile e che non dimenticherò mai e poi mai…
Poi, lentamente, è arrivato il silenzio. Quel silenzio pieno, denso, che non pesa ma avvolge. Lei si è accoccolata su di me, con il cuore che batteva forte, e ho capito che non era solo passione.
Era qualcosa di più.
Era l’inizio di una dipendenza dolce, di quelle che non ti distruggono, ma ti fanno vivere.
E mentre la stringevo ancora, con la pelle che odorava di noi e la mente che non voleva dormire, ho pensato che sì il problema sarà solo uno: riuscire a vivere senza lei.
Non puoi
