La tua pelle addosso alla mia e tutto è diventato poesia. Alla fine abbiamo spento il cervello, siamo riusciti a fermare il tempo e a goderci quel momento. A colpi di baci abbiamo abbattuto tutte le barriere, tutte le paure, tutto… Siamo rimasti solo noi con i nostri corpi stretti, con i baci intensi, col fiato rotto e il cuore a mille. E non riuscivo a smettere di sorridere mentre mi sfioravi il collo con le labbra. E non riuscivo nemmeno a smettere di accarezzarti tutta o di tenerti in braccio a sempre più uniti. Ho scolpito nel cervello il tuo sguardo voglioso e il brivido delle tue mani addosso a me. E se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire le tue labbra sulle mie ed il caldo sulla mia mano quando ho trovato il coraggio di metterla tra le tue gambe.
Poi quel tremore. Il tuo. Il mio. Non so più.
Le dita che affondano, cercano, trovano. Un respiro spezzato contro la mia bocca. I tuoi occhi chiusi, o forse no, forse aperti su qualcosa che solo tu vedi.
E io lì, sospeso tra il desiderio di guardarti tutta e il bisogno di perdermi in te.
Dopo, il silenzio sa di pelle. Di noi due impastati nello stesso respiro, nello stesso battito che rallenta piano. La tua testa sul mio petto. I miei pensieri che finalmente tacciono.
Ho capito che l’eternità dura il tempo di un abbraccio, quando è quello giusto.
