Dicocono che la curva più attraente del corpo di una donna è il suo sorriso, ed è vero, ma che succede quando oltre ad un sorriso che cattura ci sono anche dei lunghi ricci e delle curve che…
Succede che rimani co la faccia da pesce lesso! Quella faccia che di sicuro hai notato quel giorno. Dovevamo mangiare un boccone insieme, ma sono stato tutto il tempo a pensare ad altro, nemmeno mi ricordo cosa ho preso, boh. Ricordo bene però quel vestitino rosso che copriva le tue curve, ricordo i capelli mossi dal vento, i tuoi occhi e quel sorriso malizioso che… che me gira la testa ancora oggi! Prima di quel pranzo avevamo gia chiacchierato, ed avevo gia sbavato su quelle foto su ig “C’hai n’età pe ste cose!!!” grida una vocina. Fortuna che arriva il cameriere, si ride, si mangia, si scherza, doppi sensi…
“Dajeee poi so io eh”
“Vado un attimo in bagno”
“Ok”
Appena si alza prendo il telefono e “Voglio saltarti addosso, ma qui non si può, che ne dici se ce ne andiamo?”
bip bip “Ok, ci sto”
Meno di 20 secondi e avevo già pagato, prenotato una stanza e presa la macchina dal parcheggio.
“Aspettami, che devo fa na cosa al volto” disse quello che si fiondava di corsa nel bar per rimediare un prosecco “QUANTO!? Ccitua”. Di corsa in camera, nemmeno il tempo di chiudere che siamo appiccicati al muro. Le mani su quei fianchi, sotto la gonna, finalmente tutte quelle fantasie prendono corpo. Le tue mani che slacciano i jeans per farsi spazio, mi guardi e sorridi mentre lo stringi e mi dici “meglio dal vivo che in foto no?” ti sento scivolare tra i bottoni della camicia, mentre ti inginocchi, sento la tua bocca e un brivido sulla schiena, gli sguardi si incrociano mentre la tua lingua scivola. Vieni qui mentre sfili il vestito e la spingi su una poltrona. Bocca, collo, seno, in sequenza con la lingua come sulla pista di Montecarlo. Apre un po le gambe e sembra invitarti ad esplorare nuove mete. Ti ci fiondi tra quelle gambe, senti il caldo avvolgere il viso, senti il suo sapore in bocca, cerchi il modo migliore per darle piacere. Bella, bona, buona. Il caldo aumenta a dismisura, la prendi in braccio sulla poltrona, i corpi uniti anche nei movimenti, le baci quelle tette da sturbo, senti una mano scendere tra le gambe, è quel momento in cui si ferma il tempo, quando non desideri altro che prenderla guidato dalla sua mano.
Riccioli
